[guida] 3 tecniche per dire quello che si pensa e non subire gli altri

Dire quello che si pensa non è sempre facile.
Può essere per paura di esporsi, per educazione, per evitare conflitti o ottenere – almeno si spera – qualche vantaggio.

Questa difficoltà può dipendere totalmente da noi o essere favorita dal comportamento e dalla comunicazione altrui.

talking mindCi troviamo di fronte così a un bel paradosso: la comunicazione evolutivamente nasce per dare forma e condividere il nostro pensiero ma molto spesso questo non è possibile e la comunicazione, possiamo dire, ci si rivolta contro.

Infatti e alteriamo il nostro modo di comunicare, alla lunga, questo influirà retroattivamente in modo negativo sulla flessibilità e libertà del nostro pensiero. Ci saranno anche effetti limitanti sull’immagine che abbiamo di noi stessi sulle competenze sociali che pensiamo di avere, sul senso di poter agire attivamente sulla realtà circostante.

Il Legame tra Pensiero e Linguaggio è molto stretto, uno influisce sull’altro.  Anche il legame tra Linguaggio e Relazioni è fondamentale, proprio perché c’era un altro è diventato utile comunicare.

Studiando questi legami, cercando di individuare quali fattori potessero essere in grado di favorire lo sviluppo di Pensiero, Linguaggio e Relazioni e delle loro interazioni, ci siamo accorti che alcuni fattori erano ricorrenti.

Dallo studio teorico siamo passati alla fase di ricerca e sperimentazione. Da questa allo sviluppo di strumenti e schemi comunicativi in grado di agire sui singoli fattori e sui loro collegamenti. Li abbiamo provati in laboratori pratici e fatti sperimentare sul campo, fino ad arrivare all’attuale struttura.

Da questo lavoro è nato il metodo Talking Mind.

talking MIND

Come suggerisce il nome si tratta di uno strumento, o meglio di un approccio costituito da differenti strumenti, con l’obiettivo di rendere più libero e fluido il rapporto tra mente e comunicazione.

Come abbiamo visto si tratta di un tema molto importante  a diversi livelli:

  • per il nostro benessere mentale,
  • per una buona comunicazione,
  • per rendere più efficace il nostro pensiero,
  • per gestire tensioni e conflitti relazionali,
  • per rinforzare l’autostima e
  • la consapevolezza nelle proprie abilità e
  • possibilità di influire attivamente sul mondo circostante.

In questo articolo vedremo tre esempi di applicazione pratica del Metodo Talking Mind.

Estratto dalla Tecnica –  I passaggi intermedi

Se dire quello che non va diventa qualcosa di consolidato, sarà più facile farlo in ogni occasione. Si tratta di un atteggiamento, di un’abitudine.

Vediamo, con questa tecnica, alcuni accorgimenti che possono facilitare questa modalità.

L’idea è di fare un passaggio intermedio che ci permetta di creare le precondizioni per dire in modo più libero quello che desideriamo. A volte il passaggio intermedio servirà a noi, altre volte sarà più focalizzato sul predisporre dal punto di vista del pensiero logico ed emotivo il nostro interlocutore.

Partiamo da una situazione comune e da cui possiamo essere passati tutti: siamo al bar e abbiamo trovato disgustoso il caffè servito. Vediamo in che modo potremmo comunicare che il caffè non ci è piaciuto.

espressoLo Spostamento di cause: Forse la macchina per il caffè ha qualcosa che non va…

Il Gioco di posizioni: Mi ha sempre incuriosito come chi gestisce un bar possa monitorare i gusti dei clienti, posso chiederle come fate? e da qui ricollegarsi al proprio riscontro

La Curiosità: Magari non le interessa saperlo… mi scusi, lasciamo stare  (e fare il gesto di andare via)

Il Business: Se ci fosse un modo per vendere più caffè le interesserebbe saperlo?

Altre modalità sono: L’eccezione, La Generalizzazione, Il test, Svelare un gioco

Estratto dalla Tecnica – Svelare il reale problema

Spesso si comunica qualcosa, ma sotto c’è altro. La comunicazione onesta rispetto al proprio pensiero non si nasconde dietro a frasi di copertura, ma ne svela il reale motivo.

In questo modo è possibile evitare scambi comunicativi vuoti e, di conseguenza, frustranti per sé e per il proprio interlocutore.

Questa tecnica è particolarmente utile nelle situazioni in cui abbiamo la sensazione che l’altro non ci stia dicendo le cose fino in fondo ed evitare di stare al suo gioco.

Un caso tipico di situazioni in cui la comunicazione nasconde qualcosa riguarda le richieste di conferme da altri. Ne sono esempi frasi come:

Dimmi che mi ami” e “Dimmi che non mi succederà niente”.

Oppure riguarda le comunicazioni riportate, ovvero le situazioni in cui ci si lamenta di qualcosa detto da altri.

Tipici esempi sono: “Mia figlia mi ha detto che sono un pessimo genitore” e “Carlo mi ha detto che sono un un fallito”.

Si tratta di comunicazioni ricche di emotività e basate fondamentalmente su un pensiero che non riesce, in quel momento, ad essere razionale. Infatti si tratta di frasi semplicemente dette, non necessariamente vere.

Allora dovremo svelare il vero problema con frasi del tipo:

  • Solo perché una cosa viene detta non è vera, come mai ti turba tanto?
  • Perché gli credi?
  • Pensi che volesse ottenere da te con quella frase?
  • Era per provocarti?
  • Era per togliersi le sue responsabilità?

 

Estratto dalla tecnica – La comunicazione responsabilizzante

Molto spesso le disfunzioni comunicative sono collegate con chi si assume – o meno – la responsabilità di quanto si sta dicendo.

Questa tecnica serve a gestire gli scambi comunicativi con questo tipo di persone, spingendole ad assumersi la responsabilità di quanto stanno affermando.

Vediamo un esempio nell’ambito delle vendite.

VenditoreSuccede tipicamente quando ti descrivono le caratteristiche di un’automobile ad esempio dicendoti “fa tranquillamente 18 km con un litro” oppure “con questa va senza problemi sulla neve o fuoristrada” oppure quando ti parlano dei servizi che ti offriranno ad esempio affermando “anche dopo la garanzia non le faremo pagare nulla per i controlli”.

Abbiamo fatto due esempi in ambito automobilistico, ma può succedere in qualsiasi vendita,  ad esempio con strumenti tecnologici in cui il venditore si sbilancia  con frasi del tipo “le assicuro che questo telefono (che propone lui) è molto più veloce di quest’altro (la prima vostra scelta)”.

In tutti questi casi potete sorprenderli rispondendo “Ottimo! Visto che ne è così sicuro non avrà nulla in contrario allora se lo mettiamo per iscritto” e fate il gesto di tirare fuori una penna.

Nella stragrande maggioranza dei casi vedrete reazioni sbigottite o di paura, cominceranno a dire che non serve, oppure diranno cose confuse per provare a ritrattare.

Avete creato un momento di rottura. Lo scopo non era quello realmente di mettere per iscritto, ma ora potete continuare con “ora, onestamente mi dice la verità o devo andare a comprare da un’altra parte?”.

Questa tecnica si presta bene – con le specifich accorgimenti – anche ad altri 3 ambiti: relazionali; gestione di file o ritardi nel servizio; per gestire i provocatori durante riunioni o convegni.

Un metodo generale e 11 tecniche

Abbiamo visto 3 estratti da tre tecniche del metodo Talking Mind, che è composto da un metodo generale e 11 tecniche diverse per complessità e ambito di applicazione. Puoi apprenderle subito e approfondire con esercizi pratici e letture di approfondimento con il corso online.

È un corso on-demand, ovvero appena ti iscrivi accedi subito a tutte le video lezioni, letture aggiuntive ed esercizi per mettere subito in pratica quanto appreso.

Tutti gli iscritti che lo hanno seguito finora lo hanno definito il corso di comunicazione più ricco di strumenti pratici nuovi e a un costo estremamente ridotto (infatti è in promozione a soli 47 euro, ma equivale a un corso dal vivo di due giorni che costerebbe 10 volte tanto!).

 

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talking MIND

 

 

 

 

 

 

 


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We have gathered 7 of the most useful communication PATTERNS in this FREE mini-guide
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