La causa di tutte le malattie: l’infiammazione cronica

Numerosi studi e ricerche hanno dimostrato che l’infiammazione cronica è un fattore comune ricorrente nella maggior parte delle malattie oggi diventate epidemiche.

Dolore cronico, obesità, diabete, malattie cardiache, ictus, emicrania, problemi alla tiroide (come la tiroidite di Hashimoto), deficit dell’attenzione, ADHD, gastrite, dermatiti, Alzheimer, cancro e una lunga lista di patologie presentano – quasi nella totalità dei casi – uno stato infiammatorio non risolto.

Cos’è l’infiammazione e come funziona (in estrema sintesi)

L’infiammazione è una reazione fisiologica del sistema immunitario necessaria per guarire da lesioni o per rimuovere la presenza di microbi patogeni.

La funzione dell’infiammazione è quella di eliminare la causa iniziale della lesione cellulare, eliminare le cellule e i tessuti danneggiati e avviare la riparazione dei tessuti.

L’infiammazione inizia quando il corpo rilascia citochine (molecole proteiche che fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e diversi organi e tessuti) che agiscono come segnali di emergenza, portando nutrienti, ormoni e cellule immunitarie nel sito della lesione. Per facilitare questo processo, le arterie si dilatano e i capillari diventano più permeabili per consentire alle cellule deputate alla”riparazione” di accedere all’area lesa. Da lì, le cellule del sistema immunitario fanno il loro lavoro fino a quando il problema non viene risolto.

L’infiammazione cronica

Quando il processo infiammatorio non arriva mai ad una fase conclusiva (ovvero non va in Terminazione, seguendo il ciclo degli Schemi Funzionali Integrativi), quando coesistono per un lungo periodo l’infiammazione attiva, la distruzione tissutale e i tentativi di riparazione, si parla di infiammazione cronica.

Come inizia l’infiammazione: intestino, stress, traumi, cibo

La maggior parte delle malattie infiammatorie inizia nell’intestino con una reazione del sistema immunitario che scatena la risposta infiammatoria. 

L’intestino è costituito da un rivestimento semi-permeabile incredibilmente grande e intricato. Il suo grado di permeabilità fluttua in risposta a una varietà di condizioni chimicamente mediate.

Ad esempio, quando il cortisolo (conosciuto popolarmente come ormone dello stress) è elevato a causa dello stress indotto da una discussione o da un trauma, o introduciamo eccessive quantità di cibo infiammatorio come gli zuccheri o i grassi trans, il rivestimento intestinale diventa subito più permeabile. Anche una postura scorretta, magari sostenuta da fretta e tensione, oltre che un pensiero continuamente focalizzato su temi negativi, favoriscono alla lunga stati infiammatori.  [Se vuoi approfondire questi diversi meccanismi psicosomatici nello specifico e non solo relativamente all’infiammazione, trovi tanti altri articoli e video nel nostro blog.]

Quando il rivestimento intestinale viene ripetutamente danneggiato (stress e conflitti continui, alimentazione scorretta, emozioni disregolate, ecc.), le cellule intestinali diventano incapaci di svolgere correttamente il loro lavoro, non riescono a elaborare e utilizzare i nutrienti e gli enzimi fondamentali per una corretta digestione che viene compromessa.

Difese dell’intestino e del sistema immunitario


Diverse barriere
contribuiscono alle difese immunitarie.

  1. Una prima barriera è il microbioma intestinale, noto anche come flora batterica, ovvero l’insieme di batteri e microrganismi che vivono nelle mucose di tutto l’organismo e in particolare nel canale digerente e nell’intestino. Il microbioma svolge un ruolo cruciale nella difesa immunitaria producendo una serie di sostanze fondamentali (come ad esempio gli acidi grassi a catena corta) che regolano l’omeostasi e la difesa contro i patogeni.
  2. Una seconda barriera è la mucosa intestinale, un singolo strato di cellule epiteliali che separa il lume intestinale che ospita la flora batterica dall’epitelio intestinale. Il muco è costituito da un gel idratato altamente glicosilato formato da molecole di mucina secrete dalle cellule caliciformi. Il muco impedisce alle particelle di grandi dimensioni di entrare in contatto con lo strato cellulare epiteliale consentendo al contempo il passaggio di piccole molecole.
  3. Una terza barriera è costituita dall’epitelio intestinale, uno strato di cellule epiteliali che rivestono l’intestino che, oltre alla sua funzione protettiva, controlla l’assorbimento dei nutrienti e altre sostanze.

Al di sotto di tutti questi strati troviamo il sistema immunitario vero e proprio caratterizzato da una serie di cellule deputate alla difesa dell’organismo.

Quando gli strati che precedono il sistema immunitario vengono danneggiati, qualsiasi sostanza, patogena o non patogena può attraversare la barriera, attivare il sistema immunitario e scatenare la risposta infiammatoria.

In queste condizioni (note come disbiosi o leaky gut) infatti, non solo virus e batteri hanno l’opportunità di passare attraverso l’intestino ma anche molte altre sostanze normalmente ritenute innocue come il glutine, il lattosio, o sostanze prodotte dall’organismo in risposta a stress o traumi (come le catecolamine adrenalina, noradrenalina, dopamina) e scatenare la risposta infiammatoria.

Oggi sappiamo, infatti, che un processo infiammatorio cronico può essere indotto anche da traumi psicologici, dall’ambiente, da stress, o dall’alimentazione.

Man mano che l’intestino viene danneggiato il corpo risponde con un processo infiammatorio che, se non risolto può diventare cronico e nel tempo si può manifestare con una serie di sintomi che possono andare dalle reazioni allergiche a malattie più gravi come il cancro.

Le cause più comuni di infiammazione

Quali sono le cause più comuni di infiammazione? 

I fattori causali legati alla disfunzione intestinale che tipicamente creano l’ambiente favorevole al processo infiammatorio cronico sono:

  • Dieta: alcool, glutine, caseina, alimenti trasformati, zuccheri o carboidrati, cibo industriale, fast food.
  • Farmaci: corticosteroidi, antibiotici, antiacidi ecc.
  • Stress: aumento del cortisolo, aumento delle catecolamine (adrenalina, noradreanalina, dopamina)
  • Disregolazione emotiva e e traumi: stesse alterazioni da stress, più sbilanciamento simpatico-parasimpatico, alterazione vagale, brain-networks, ecc.
  • Disregolazione ormonale: ormoni tiroidei, progesterone, estradiolo, testosterone
  • Livello neurologico: trauma cerebrale, ictus ecc.
  • Livello metabolico: ci sono vari meccanismi, in particolare i prodotti finali glicosilati (prodotti finali infiammatori del metabolismo dello zucchero)
  • Alterazione fisica: trauma fisico, lesione tessutale, ecc.
  • Infezioni: come H-Pylori, lievito o proliferazione batterica, infezione virale o parassitaria
  • Fumo di sigaretta
  • Eccesso di alcool
  • Perturbatori endocrini (contenuti, tra l’altro, in detersivi, saponi e altri prodotti di uso comune)

In questo articolo approfondiremo ora gli aspetti alimentari e nutrizionali, trovi numerosi approfondimenti, spiegazioni e suggerimenti pratici sugli aspetti mentali, emotivi e corporei in altri articoli e video o nei corsi online dell’HUB.

GLI ALIMENTI PRO-INFIAMMATORI

Certamente oggi l’alimentazione gioca un ruolo centrale nei processi infiammatori cronici.

L’abbondanza di cibo a basso costo e di bassa qualità che troviamo nei supermercati, accessibile a tutti, favorisce certamente molti processi metabolici negativi per l’organismo umano.

Prima di fare l’elenco dei cibi che possono favorire un processo infiammatorio, è bene ricordare che non si parla solo di qualità ma anche di quantità. Infatti, un eccesso di cibo sia in termini di quantità che di frequenza dei pasti non è favorevole per la salute, indipendentemente dalla qualità.

Tra gli alimenti che possono favorire disbiosi, leaky gut e scatenare un processo infiammatorio troviamo:

  • Dolci e bevande zuccherate: alimenti come caramelle, bibite gassate, dolciumi, succhi di frutta, merendine ecc. contengono alte quantità di fruttosio. Il metabolismo del fruttosio produce sottoprodotti tossici per l’organismo, come l’acido urico che porta a infiammazione, danno all’endotelio, ipertensione, gotta ecc.
  • Olii vegetali: Oli da cucina come l’olio di soia, di mais, di girasole, di palma ecc. sono ricchi di omega-6. Una quantità eccessiva di Omega 6 può scatenare la risposta infiammatoria con la produzione di Prostaglandine, Leucotrieni, Trombossani.
  • Grassi trans e cibi fritti: patatine fritte, bastoncini di pesce e anelli di cipolla che troviamo tipicamente al fast food sono spesso cotti in olii vegetali e sono ricchi di grassi trans.
  • Carboidrati raffinati: pane, pasta, pizza, focaccia, cracker, grissini e tutte le farine se in eccesso possono favorire un processo infiammatorio. Inoltre la ricerca ha scoperto che il grano contiene proteine ​​specifiche chiamate inibitori dell’amilasi-tripsina (ATI) che possono scatenare un’infiammazione correlata a malattie croniche come la sclerosi multipla, l’asma e l’artrite reumatoide.
  • Alimenti ricchi di glutammato e aspartame: un consumo eccessivo di glutammato e aspartame favorisce l’infiammazione cronica e tutte le patologie ad essa correlate. Il glutammato inoltre è in grado di sovraeccitare le cellule, causando danni cerebrali a vari livelli e innescando o peggiorando le difficoltà di apprendimento, deficit dell’attenzione, disturbi del sonno ecc. 
  • Alimenti industriali e molto lavorati 

Modulare la risposta infiammatoria attraverso il cibo

Cambiare lo stile alimentare può certamente aiutare a superare un processo infiammatorio cronico.

Tuttavia per favorire il cambiamento e il ripristino della fisiologia, non è sufficiente aumentare l’apporto di alcuni alimenti ma è necessario ridurre o limitare i cibi potenzialmente infiammatori.

Quindi sarà utile ridurre o eliminare per il tempo necessario: i carboidrati come la pasta, il pane o la pizza, gli alimenti contenenti fruttosio (bibite, succhi di frutta ecc.), tutti gli oliii vegetali che contengono alte quantità di omega 6, cibi fritti contenenti grassi trans, alimenti ricchi di glutammato e aspartame.

Aumentare l’apporto di cibi ricchi di Omega 3 come il pesce azzurro, la carne di animali allevati al pascolo (che si nutrono prevalentemente di erba o fieno), animali ruspanti o uova di gallina ruspante.

Aumentare l’apporto di grassi di qualità, come il burro, le uova, i pesci grassi come il salmone, i formaggi grassi e stagionati, la panna, il cioccolato fondente, frutta secca ecc.

Aumentare l’apporto di verdura ricca di fibra che contribuisce al benessere del microbioma intestinale.

Dopo un’adeguata preparazione, introdurre periodi di digiuno intermittente molto utili per ridurre i processi infiammatori e favorire il ripristino della fisiologia.

Tutte queste indicazioni possono essere rese ulteriormente più efficaci grazie ad esercizi che regolano lo stato di iperattivazione e iper-eccitabilità, agendo in modo sinergico e sistemico nel ridurre o superare un processo infiammatorio cronico. Un esempio può essere la tecnica di Respirazione a Cicli Incrociati, che agisce a tutti i livelli per regolare le risposte di stress, ridare benessere e creare fisiologia per corpo e mente, sviluppare auto-controllo in ogni situazione.

In particolare, svolgendo questa tecnica prima dei pasti, permette di rallentare i ritmi, rilassare la mente e anche la muscolatura di tutta la parte alta del corpo. Sarà così possibile mangiare con più calma, assaporare bene il cibo, nutrirsi in stato di fisiologia sia mentale che corporea, creando le condizioni ottimali per digerire e assimilare al meglio il cibo.

A cura di Sara Achilli e Fabio Sinibaldi – fondatori e direttori dei centri di ricerca e sviluppo Real Way of Life (Italia – UK)

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