Non solo stress. La psicosomatica è anche: ormoni, abitudini, cibi apparentemente sani, luce e ambiente, relazioni, ecc.

Articolo a cura di Fabio Sinibaldi e Sara Achilli
Che esistano rapporti bidirezionali tra mente e corpo è ormai assodato e condiviso. Addirittura sarebbe più corretto non distinguere nemmeno tra “mente” e “corpo” alla luce delle nuove scoperte. Tuttavia, per facilitare la comunicazione, giocheremo comunque su questa, solo apparente, dicotomia.

stressC’è chi la chiama psicosomatica e chi propone somatopsichica, per sottolineare anche il rapporto di comunicazione inverso. Comunque la si voglia chiamare, si tratta di un fenomeno complesso, spesso trattato in modo solo parziale.


Che lo stress possa portare problemi cognitivi o emotivi è oggi ben chiaro. Ne sono stati studiati i diversi assi neurobiologici, dall’asse HPA (ipotalamo, ipofisi, surrene) ai modelli più aggiornati e sofisticati. Sono stati messi in luce i meccanismi attraverso cui stress, modalità di vita e relazioni possono creare infiammazione nel sistema immunitario e come, all’opposto, come l’infiammazione generata attraverso stile di vita, nutrizione o farmaci possa alterare le risposte emotive, le modalità relazionali e le capacità mentali.

Non solo stress, ma anche…

Eppure c’è altro ancora. Esistono anche importanti network nei rapporti tra mente e corpo che possono agire in autonomia, oppure influenzandosi in modo reciproco attraverso un complesso sistema di reti tra neurobiologia e sistemi di adattamento.

In questo articolo vogliamo evidenziarne alcuni, molto importanti, ma spesso trascurati. Ci concentreremo in particolare sugli ormoni e il loro ruolo centrale per affetti, emozioni, relazioni, cognizione, autostima. Come sempre, cercheremo di rendere chiari i meccanismi che li regolano, ma senza perderci in tecnicismi, guardando piuttosto a modalità semplici e pratiche per agire su questi aspetti.

Informazioni generali

Innanzitutto dobbiamo ricordarci che tutte le nostre cellule sono in contatto costante con gli ormoni e loro ogni modificazione non può fare altro ripercuotersi a diversi livelli.

Gli ormoni possono innescare alcuni meccanismi, sia metabolici che emotivi. Possono costituire una pre-condizione per determinati processi relazionali (dall’affetto alla sessualità) e, viceversa, essere attivati dal contatto fisico, da una carezza, ma anche dalla vittoria in una gara (un uomo libera più testosterone vincendo a tennis che seducendo una bella donna).

Abbiamo fatto esempi causa-effetto, ma ovviamente ognuna di queste dinamiche influirà sulle altre.

ormoni luce del soleGli ormoni sono tutti sensibili alla luce e la loro produzione e attività ne è fortemente influenzata. Questo avviene a causa della loro struttura chimica: l’esposizione alla luce modifica la disposizione egli elettroni nei doppi legami instabili della struttura degli ormoni. Da questa prima osservazione diventa evidente come l’ambiente (luce naturale o artificiale, zona geografica, ecc.) e le abitudini (orario della sveglia, finestre aperte o chiuse, tempo trascorso all’aria aperta, ecc.) siano fattori determinanti per il nostro assetto neuroendocrino e per tutte le funzioni mentali e biologiche che sostiene.

Vediamo ora alcuni aspetti su cui vale la pena di fare chiarezza e qualche approfondimento, talvolta andando incontro a scoperte contrarie rispetto a quanto si tende di solito a credere.

Attenti al colesterolo… serve per gli ormoni!!

Gli ormoni spesso derivano da altri ormoni e sono spesso soggetti a trasformazioni. Esiste oggi una disciplina chiamata “intracrinologia” che studia come gli ormoni nel sangue vengono poi trasformati in altri ormoni quando arrivano in un tessuto. Questo vuol dire che il testosterone nel sangue può arrivare al cervello e lì essere trasformato dall’aromatasi in estrogeno. Di fronte a una prospettiva del genere bisogna imparare ad andare cauti rispetto alle implicazioni dei dosaggi ormonali (tipicamente fatti a livello ematico), perché non rispecchiano necessariamente quello che succede nei tessuti (come organi sessuali, cervello, ecc.).

Prima ancora di trasformarsi tra ormoni di tipo diverso, dobbiamo ricordarci che tutti gli ormoni steroidei (quindi quelli sessuali, quelli legati allo stress, ecc.) derivano dal colesterolo!

Ok, rileggete con calma. Mi rivolgo soprattutto ai meno addetti ai lavori. Il Colesterolo, quello della pubblicità degli yogurt, non è solo “una cosa che si deposita nel circolo e fa alzare la pressione”, ma è una molecola molto importante per tutto il nostro organismo.

Sapere questo è di fondamentale importanza per chi vuole lavorare su mente e corpo in modo integrato ed efficace.

Se si riceve una paziente depressa o con problemi sessuali, sapere che prende le statine (farmaco per ridurre la produzione di colesterolo al fine di abbassare la pressione) rende chiaro che, almeno in parte, il motivo è il crollo della produzione di ormoni conseguente all’assunzione di farmaci.

Questa consapevolezza permetterà al professionista di agire a più livelli:

  • valutare se proporre (o inviare per una valutazione, a seconda della propria competenza professionale) la sostituzione delle statine con fitoestrogeni;
  • fornire informazioni su che cosa sta realmente succedendo alla donna, la conoscenza spesso porta già sollievo e favorisce accettazione;
  • mirare una parte del proprio lavoro a supportare i vissuti emotivi, di autostima, di identità e modalità relazionali alla luce di questo fattore (ad esempio il calo di ossitocina riduce la capacità di empatia, più avanti approfondiremo ulteriormente questo concetto).

Perturbatori endocrini – nascosti anche nel cibo 🙁

Oltre alle statine ci sono altri fattori che possono inibire o aumentare in modo non fisiologico la produzione di ormoni.

Un problema molto attuale riguarda i cosiddetti perturbatori endocrini. Stiamo parlando di alimenti come la soia, i detersivi e altri prodotti in grado di modificare significativamente i nostri equilibri neuroendocrini, con tutte le sue implicazioni.

soia perturbatore endocrinoAnche in questo caso facciamo un respiro e rileggiamo: si la soia. Molti lettori saranno saltati sulla sedia, si tratta di un elemento introdotto nella loro dieta per migliorare la salute, ed ecco scoprire che c’è da fare un nuovo cambiamento. Vediamo di capire meglio.

I perturbatori endocrini sono sostanze chimiche presenti nell’ambiente (detersivi per la casa, pesticidi, alimenti, shampoo, detergenti per il corpo, creme, plastica ecc.) che hanno una struttura chimica simile agli ormoni sessuali e interferiscono con il loro funzionamento. Lo fanno collegandosi con i recettori destinati agli ormoni, impendendo al vero ormone di attaccarsi alla cellula e attivare il loro effetto biologico o alterandone il messaggio.

La soia ha una struttura simile agli estrogeni e può causare diversi problemi. Già dagli anni ’90 si studiano i suoi effetti e sono stati finora sempre confermati. Non si tratta del problema OGM, ma della sua struttura base. Quindi anche la soia biologica deve essere consumata in quantità ridotta e non può essere assolutamente assunta quotidianamente. Il consumo costante di soia è associato con la pubertà precoce, femminilizzazione del cervello negli adolescenti maschi, l’aggravamento dei dolori mestruali, l’endometriosi, il cancro al seno o alla prostata.

Se c’è stato un abuso di soia il rimedio naturale più efficace consiste nella riduzione degli zuccheri raffinati (pasta, pane, pizza ecc.) e nell’aumento di cibo integrale biologico.

Dal punto di vista di un approccio integrato vediamo un esempio:

se ci si presenta un ragazzo con problemi di autostima o assertività e notiamo che ha anche i caratteri maschili poco sviluppati (poca barba, esile struttura muscolare, ecc.) è utile informarsi su eventuali perturbatori endocrini nella sua dieta, rispetto a dove abita (ad esempio di fianco a un campo coltivato intensivamente, quindi con frequente esposizione ai pesticidi), in modo da poterlo sostenere anche su questo fronte e aiutarlo a una fisiologia completa, che ne sostenga la salute fisica e gli permetta di rinforzare le basi neurobiologiche su cui poggiare tecniche assertive, vissuti emotivi e relativi correlati comportamentali e relazionali di aggressività e rabbia.

Ormoni sociali

L’ossitocina viene spesso chiamato “ormone dell’amore”. In realtà è qualcosa di ben più complesso. La sua funzione biologica è determinante verso la fine della gravidanza, ma svolge un ruolo centrale in diversi processi tra cui relazioni, fiducia, preferenze per specifici partner, recupero dopo eventi stressanti, coesione nel gruppo.

L’ossitocina è la molecola di attivazione principale per i neuroni specchio, che vuol dire relazioni, ma anche curiosità, apprendimento imitativo e abilità motorie.abbraccio, ossitocina

Abbassare l’ossitocina (tramite farmaci o alimentazione scorretta) vuol dire peggiorare tutti questi ambiti. Innalzarla, di contro, vuol dire favorirla.

Il contatto fisico (altrui, come una carezza o un abbraccio, ma anche il gioco della lotta tra bambini o tecniche di auto-massaggio), i comportamenti di cura, il senso di inclusione e accettazione, sono tutti modi per aumentare il rilascio di ossitocina.

Ci sono altri aspetti importanti da considerare: dal rapporto tra ormoni e idratazione, alle differenze nei diversi cicli di vita (in particolare infanzia, adolescenza, maternità/paternità e perimenopausa), azione infiammatoria e anti-infiammatoria, epigenetica e altro ancora.

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